La memoria del corpo. Di Carlo Deffenu

Pubblicato il 12/05/2019

La memoria del corpo. Di Carlo Deffenu

 

Nello stand di Alter ego al Salone del libro di Torino di quest’anno, con lo sguardo dell’avventore che cerca qualcosa che possa incuriosirlo, mi imbatto in un libro della collana Specchi dal titolo La memoria del corpo. Chiedo all’editore di cosa tratti. Mi spiega il contenuto e mi convince. Lo leggo in buona parte al rientro in aereo.

Mi colpisce subito la scrittura asciutta, scorrevole, immediata, di chi scrive da molto tempo, ma soprattutto il coraggio di affrontare in maniera così diretta un tema tanto antico quanto attuale del pregiudizio legato all’identità sessuale. Le storie antiche ne sono imbevute. Basti pensare alle tipologie di amore descritte nel Simposio di Platone o alle relazioni tra eroi, a partire da Achille e Patroclo.

 Sebastiano, il ragazzo che costituisce il perno su cui si avvita la storia di Carlo Deffenu, infatti è gay.

Indubbiamente l’originalità della storia consiste nel raccontarla dal punto di vista di una madre, ovvero di colei che più di ogni altro dall’esterno può sentire il dolore di un uomo. L’incipit si apre appunto con una donna di quarantasette anni, Elsa, che sale su una corriera con uno zaino in spalla per raggiungere un paese ignoto. Porta con sé un quaderno dov’è incisa la storia di suo figlio Sebastiano.

Attraverso quest’occhio attento lo guarda compiere le sue scelte, viverle intensamente, con il coraggio e la tempra di chi non teme una società sospettosa, a maggior ragione in un piccolo centro della Sardegna dove la diversità viene accentuata come una lente di ingrandimento. S’impegna in prima linea per tentar di cambiare le cose: aiuta i ragazzi in crisi ad uscire allo scoperto come consulente del telefono amico gay, scrive un libro sull’argomento, diventa un attivista. La sua condizione si trasforma in una occasione di impegno sociale, lo rende più forte.

Elsa, da parte sua, cerca continuamente un punto di contatto con suo figlio, per capirlo, sostenerlo, ma allo stesso tempo sforzandosi di lasciarlo libero di scegliere se stesso. Ci arriva poco alla volta, con fatica. “Sebastiano mi ha insegnato più di quanto io avrei voluto imparare. Mi ha spinto contro il muro della mia ignoranza e mi ha obbligato a mettermi in discussione. Lui non era un giocattolo da vestire, esibire, riempire di cose inutili. Lui sapeva amare, scegliere, determinare il suo piccolo mondo.”

Ma come per un effetto domino, Elsa poco alla volta vede la sua famiglia sgretolarsi: il suo matrimonio va in crisi e costruisce una relazione alternativa, effimera quanto violenta.  Il continuo terrore che possa succedere il peggio al suo Sebastiano, giorno dopo giorno trasforma il suo mondo in un dolore simile alla rassegnazione, degno di una tragedia greca.

Il finale, come nel mito di Sisifo, sembra quasi segnare il naufragio di questo tentativo disperato di cambiare la società. Sebastiano infatti scompare, lasciando nel diario l’unica memoria del suo corpo.


di Giovanni Capurso


Titolo : La memoria del corpo

Autore : Carlo Deffenu

Editore : Alter Ego Edizioni

Collana : Specchi

ISBN: 978-88-9333-106-7

Prezzo : € 14


Pubblicato da La Redazione

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