Chi siamo

Pubblicato il 17/11/2014

Il blog La prima radice prende il nome da un saggio postumo della filosofa francese ebrea Simone Weil, composto nel 1943 a Londra. Esso simbolicamente traccia il nostro desiderio di afforntare e approfondire i principali temi dell’esistente umano: dalla letteratura alla filosofia, dalla politica alla società, fino all’educazione e la scuola.

Il nostro desiderio di usare la rete è dovuto alle “rivoluzione antropologica” che questa ha determinato negli ultimi anni per le sue inesauribili possibilità di socializzazione e di condivisione di idee e di opinioni.
È indiscutibile che la virtualizzazione dello spazio consente agli uomini di aprirsi ad una comunità del “noi”, come dice Levy. Le antiche agorà, i luoghi dell’incontro collettivo, sono state soppiantate dalle piazze virtuali dei social network, che certamente amplificano la comunicazione, la rendono fruibile in un sistema globalizzato attraverso un processo di sempre maggiore decentramento. Tali potenzialità, ripetto a qualche decennio fa, determinano appunto uno stravolgimenti nei rapporti attraverso la simultaneità della comunicazione mediatica. Gli uomini della nostra società, si percepiscono inseriti in un sistema di interessi condivisi tramite un universo simbolico allargato. Questa apertura ha prodotto anche il suo rovescio: le derive dell’esibizionismo, interventi di bassa qualità, l’autopromozione narcisistica, l’eccessiva polemica nei dibattiti.

Il nostro blog vuole mantenere i caratteri principali del nuovo medium senza assecondarne le derive.
La prima radice vuole essere uno spazio plurale, apartitico, aperto alla discussione e al dibattito. Ma è anche un’Associazione che vuole promuove “la persona umana attraverso tutte le sue manfestazioni”.
Detto ciò, la nostra scelta è di accolgiere interventi in modo del tutto gratuito, nonsotante ciò comporti per noi un importante sforzo economico. Se, tuttavia, ci saranno liberi contributi alla nostra causa, tramite l’Associazione, ben vengano. I collaboratori hanno storie personali, interessi culturali, stili di intervento diversi, e saranno responsabili solo di quello che scrivono in prima persona o di quello che pubblicano.